L’amore e i suoi segreti

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amore:una coppia feliceL’amore, gioia e dolore di ogni essere vivente presente sulla Terra! C’è chi ci combatte ogni giorno, chi ci combatterà e chi ha finito di farlo, preparandosi alla prossima volta che si troverà nuovamente a combattere. Ma l’amore non è solo guerra fra sensazioni contrastanti, esso è anche un sentimento intenso e profondo di affetto, empatia e complicità, rivolto generalmente ad una persona, ma comunque estendibile ad un animale, ad un oggetto o a un ideale. Volendo definirlo in maniera puramente scientifica, l’amore è un impulso sensoriale che ci spinge verso una determinata persona.

L’amore nel tempo

Pur non essendo argomento molto toccato nelle disquisizioni filosofiche originatesi nei secoli,il concetto di amore riveste comunque un’importanza storica non indifferente. Il primo pensatore a parlare apertamente di amore fu Empedocle, nel suo vedere il divenire concretizzarsi nella dialettica amore/odio, intesi come fattori cosmologici primari. Non è da meno Platone che parla d’amore in relazione alla sua metafisica, definendolo come aspirazione al Bene da cui dipendono le Idee come suoi attributi. Questo mondo delle Idee rappresenta frammenti dell’Anima del mondo scesi nell’umano. L’amore acquista invece significato più teologico con Spinoza che lo descrive come movimento verso Dio delle menti umane: parti pensanti dirette verso Dio cosa pensante. A queste interpretazioni ataviche ma sempre attuali dell’amore si affiancano le visioni moderne dello stesso che, a seconda della personalità di ciascuno, viene vissuto e rispettato in maniera sempre diversa. Infatti pur essendoci dei caratteri comuni, la maggior parte delle reazioni amorose sono soggettive e variano da individuo a individuo. Nonostante questo la totalità delle reazioni, seppur differenti tra loro, si alternano in tre contesti univoci che caratterizzano l’amore, confermati dal parere di psicologi e studiosi del settore.

Le fasi dell’amore

Tre sono le fasi principali dell’amore fra esseri umani, anche se vissute da ognuno in modo del tutto individuale: la prima è l’infatuazione (o innamoramento), la seconda è l’attrazione e l’ultima l’attaccamento.
L’origine del sentimento amoroso, l’infatuazione seguita a ruota dall’attrazione, si manifesta sempre molto forte nella passione ma debole nell’interesse vero e proprio. In genere fattore scatenante di questa fase è l’istinto sessuale, acceso da una serie di elementi cardine quali l’aspetto fisico e la mera impressione esteriore: nell’infatuazione e nell’attrazione l’amore si dimostra puramente materiale e solo il tempo potrà far capire se vi sarà possibilità di evoluzione per il sentimento oppure no.
Nel caso vi siano le basi per sviluppare altro, si passa all’attaccamento, fase in cui la passione fisica inizia a scemare ma aumenta una serie di equilibri utili in una relazione. Il proprio partner viene quindi giudicato e pensato al di là delle sue caratteristiche fisiche e vengono valutati altri fattori quali la cultura, la simpatia e i valori che porta con sé. Nella fase dell’attaccamento prende piede l’importanza dell’interiorità dell’altro e si fa anche spazio il concetto di fedeltà e la convinzione che la persona amata è somma di materiale e spirituale, di corpo e mente.
Nel corso dell’esistenza è difficile che ogni persona resti monogama a livello sessuale, soprattutto oggigiorno, ma è molto diffuso che lo rimanga dal punto di vista emozionale: l’amare romanticamente e veramente è possibile una sola volta nella vita, volta che si delinea in anni ed anni di relazione, in cui l’attaccamento raggiunge vertici insuperabili ed insormontabili.
E’ importante dire che il radicarsi dell’attaccamento è sempre conseguenza dello scemare del romanticismo, in tal senso l’amore da romantico si trasforma nel semplice piacere di stare insieme.

Quando vince l’amore

Solitamente una relazione basata su più fattori, come ad esempio affetto, stima, interessi comuni ed attrazione sessuale, ha più possibilità di riuscita rispetto ad una basata sulla sola pulsione sessuale.
Una vera coppia, che sicuramente sarà duratura nel tempo, deve basarsi sulla complicità, termine che comprende un universo infinito di sentimenti ed emozioni. Essere complici e far vivere del tempo l’amore significa dunque vivere un attaccamento psichico reciproco, sempre nel rispetto dell’altro e della sua autonomia di pensiero. Da qui deriva anche una costruttiva relazione di fedeltà fatta di accettazione matura dei comportamenti del partner, di condivisione giornaliera delle felicità ma anche delle difficoltà nonché di intelligente superamento di tutti quegli stereotipi che vogliono la coppia una mera rappresentazione di passività ed abitudine quotidiana. Per conoscersi infatti non basta condividere lo stesso tetto ma bisogna essere in grado di cogliere anticipatamente le esigenze ed i bisogni dell’altra persona, rispettandoli e realizzandoli se possibile. Amare veramente cancella la paura di affermare il bisogno dell’altro, averne consapevolezza non sminuisce di certo la propria personalità.
Insomma per vivere al massimo ed obiettivamente l’amore è necessario partire dal rispetto per l’altro che deve divenire prolungamento di noi stessi e della nostra personalità, senza però che cancelli l’essenza originaria del nostro essere, fondamenta portante di ciò che siamo e desideriamo dalla nostra vita, e più in piccolo, dalla nostra quotidianità.

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