Caduta del satellite Nasa: allertata la protezione civile

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Secondo le stime ufficiali la probabilità di caduta di frammenti del satellite UARS  della Nasa  che potrebbe interessare il nord Italia nella fascia oraria tra le tra le ore 3.34 alle 4.12 di sabato 24 settembre sono dell’0,9%. La Protezione Civile è in allerta in tutte lo zone considerate a rischio caduta e la Società Nazionale per l’Assistenza al Volo ha divulgato un avviso per la  possibile presenza di frammenti del satellite nello spazio aereo interessato anche se non sono previsti problemi per il traffico  ferroviario, stradale, autostradale e marittimo.
Secondo la NASA alcuni piccoli frammenti di metallo del satellite UARS grande come un autobus e del peso di 5900 kg potrebbero non essere distrutti completamente nell’impatto con l’atmosfera terrestre e arrivare al suolo. C’è da considerare che comunque questa non è  la prima volta che grossi satelliti ormai in disuso  cadono uscendo dalla loro orbita e si schiantano normalmente nell’oceano senza causare danni alle persone.

Alcuni precedenti di eventi simili

Nel 2001 ad esempio cadde  nell’oceano Pacifico la stazione spaziale russa  Mir che pesava 135 tonnellate e nel 1979 lo Skylab che pesava 100 tonnellate senza registrare danni alle persone cadendo nell’Oceano Indiano  e in alcune zone scarsamente popolate dell’Australia molto più grosse e pesanti di un semplice satellite come UARS.
La Mir era una stazione spaziale orbitale di tipo modulare fatta cioè con pezzi che venivano  assemblati in orbita. Il suo completamento iniziato nel 1986 richiedette 10 anni e fu la prima stazione orbitale russa ad essere abitata tutto l’anno. Venne spenta e fatta cadere dall’orbita anche se ancora funzionante perché nel 1998 era stata messa in orbita la Stazione Spaziale Internazionale Zarya e le spese per mantenere in orbita entrambe era troppo elevate per la Russia. Venne vista cadere nell’Oceano Pacifico dagli abitanti delle isole Figi.

Lo skylab,la prima stazione spaziale degli Stati Uniti d’America lanciata il 14 maggio del 1973, rientrò in atmosfera l’11 luglio 1979 dopo 6 anni di servizio. Durante il rientro in atmosfera alcuni pezzi caddero vicino a Perth in Australia perché venne calcolato male il tempo di disintegrazione in atmosfera, l’unica vittima fu una povera mucca.