Carnevale di Venezia: ieri ed oggi

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Carnevale di VeneziaSottovalutarlo è un grande errore. Il Carnevale, seppur posizionato male sul calendario in quanto successivo agli eccessivi bagordi del Natale e del Capodanno, è comunque una festa magnifica, importante bagaglio storico e culturale del nostro paese.

Origini del Carnevale

Ricorrenza tipica delle comunità cattoliche, il Carnevale esiste fin dalla notte dei tempi, non a caso ha lasciato forti impronte già in era greca e romana. Durante le feste carnevalesche dell’antichità, lo scopo era per lo più quello di farsi prendere dallo scherzo, capovolgendo ogni gerarchia esistente: i padroni servivano ed i servi comandavano!

Il termine Carnevale deriva dal latino “carnem levare” ovvero letteralmente “eliminare la carne”, ad indicare il banchetto che si teneva l’ultimo giorno del Carnevale stesso (martedì grasso), subito prima del periodo di digiuno tipico della Quaresima (i quaranta giorni precedenti la Santa Pasqua).

Nonostante alcune volte passi inosservato, soprattutto tra coloro che non hanno bimbi pronti a scatenarsi tra maschere, coriandoli e stelle filanti, in molte località italiane il Carnevale è un periodo molto sentito ed amato, festeggiato con tutti i crismi.

Come non ricordare a tal proposito uno dei festeggiamenti più ammirati e seguiti in tutto il mondo: il Carnevale di Venezia!

Migliaia di turisti affollano il centro della città ogni anno per godere dello spettacolo delle innumerevoli maschere girovaganti per i calli della Serenissima e per parteciparvi loro stessi con il proprio costume.

Buongiorno Signora Maschera

Festa molto antica, risalente ad un documento del Doge Vitale Falier datato addirittura 1094, in cui si scrive di pubblici divertimenti, con la citazione, per la prima volta, del termine Carnevale.

La conquista, seppur sottoforma di scherno, fu enorme: per quel determinato periodo di festeggiamenti venivano in un attimo livellate tutte le asperità e le diversità sociali ed era anche possibile deridere in pubblica piazza le personalità autorevoli ed aristocratiche!

Il tutto era fomentato e reso ancora più semplice dal fatto che venivano indossate maschere e costumi atti a celare la propria identità, annullando automaticamente ogni forma di appartenenza personale a classi sociali, sesso e religione. Nessuno era riconoscibile, tutti potevano sfogarsi e rivelare il meglio (o forse il peggio!) di sé stessi. Di conseguenza nessuno aveva un nome e così l’unico saluto che risuonava nell’aere veneziano era “buongiorno signora maschera!”.

A partire dal 1200, visto il grande successo del Carnevale, a Venezia ebbe inizio un vero e proprio business relativo al commercio di costumi e maschere, tanto che i primi artigiani a crearli vennero riconosciuti come effettiva classe di professionisti grazie ad uno statuto dell’aprile 1436; il creatore di costumi ed accessori carnevaleschi divenne così un mestiere a tutti gli effetti.

Uno dei travestimenti più in voga in quei secoli fu sicuramente la Baùta, adatta per uomini e donne, che consisteva in una particolare maschera bianca sotto un tricorno nero, completata da un fascinoso mantello scuro detto tabarro. Altri travestimenti rinomati erano la Gnaga (una serie di indumenti femminili da indossare assieme ad una maschera felina) e la Moretta (piccola maschera di velluto scuro indossata con abiti e cappellini raffinati).

I festeggiamenti tipici ieri ed oggi

Durante il periodo carnevalesco a Venezia era famosa la cosiddetta “Festa delle Marie”, celebrata il 2 febbraio (giorno della purificazione di Maria) e caratterizzata dalla benedizione delle unioni matrimoniali di dodici fanciulle, scelte fra le più belle ma indigenti della città, alle quali venivano donate meravigliose doti in gioielli preziosi mediante una sorta di beneficenza organizzata tra le famiglie ricche di Venezia.

Purtroppo col passare degli anni tale festa andò a scemare, inizialmente con la riduzione del numero delle Marie e successivamente con il suo totale annullamento nel 1379.

La festa delle Marie venne ripresa solo seicento anni dopo, nel 1999, anche se in forma ridotta e con l’apporto di qualche variante. Attualmente è celebrata il pomeriggio del primo sabato del Carnevale, con la bellissima sfilata delle Marie che con ansia attendono, fino al giorno dopo, la proclamazione della più bella.

Altra magnifica peculiarità del Carnevale di Venezia è il Volo dell’Angelo, (in origine Svolo del Turco) istituito verso la metà del Cinquecento, quando un giovane acrobata turco, mediante l’uso di un bilanciere, riuscì ad arrivare alla cella campanaria del Campanile di San Marco, camminando sopra una lunga corda originante da una barca ancorata sul molo. Dopo il successo di tale manifestazione, l’impresa venne replicata il giovedì grasso di tutti gli anni successivi, per interrompersi lungamente dopo lo sfacelo storico della Serenissima.

In epoca moderna il Volo dell’Angelo non è più proposto il giovedì grasso, ma la prima domenica di festa, ad inaugurare l’inizio del Carnevale: un artista diverso ogni anno, assicurato ad un cavo metallico, effettua la discesa dal Campanile di San Marco fin verso terra, completamente sospeso nel vuoto. Tra le personalità che hanno dato vita all’impresa, si ricordano la campionessa di nuoto Federica Pellegrini (2007), la modella Bianca Brandolini d’Adda (2010) e Giulia Selero, Maria dell’anno 2011.

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