Cosmetici: come leggere le etichette

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cosmeticiSpesso più che donne in cerca di bellezza, impegnate nella cura del proprio corpo, ci si sente un po’ archeologhe alle prese con geroglifici incomprensibili! Perché in effetti questo sono diventate le etichette di ogni prodotto in commercio …  Quasi mai infatti si riesce a comprendere significato, provenienza e quantità dei principi attivi caratterizzanti i vari cosmetici esistenti.

Fortunatamente però con un po’ di pazienza e dedizione l’impresa non sembrerà più così utopica, partendo dalla regola base secondo cui l’elencazione degli ingredienti si basa sulla percentuale presente, in ordine decrescente di concentrazione.   Acqua e sostanze grasse rappresentano il veicolo dei vari principi attivi, seguite da agenti adibiti alla texture del prodotto, da sostanze varie e qualche conservante, indispensabile per evitare di dover tenere tutte le creme in frigorifero!

Indicare la lista d’ingredienti di un cosmetico è diventato obbligatorio nel 1998, ma tutt’oggi è ancora poco chiara, in quanto scritta sulla confezione con caratteri molto piccoli.

Per questo è bene tener presente le caratteristiche delle sostanze spesso più presenti in oli, creme, saponi e quant’altro.

 Gli ingredienti base

Sono quelli che svolgono il loro lavoro in maniera del tutto naturale.  Prima fra questi è l’acqua: elencata in genere come “aqua” e presente in forma demineralizzata, quindi assolutamente neutra. In alcuni casi può essere termale e viene comunque indicato.  Nella totalità di un prodotto, l’acqua ricopre il 50% del contenuto.

Sempre presente anche la glicerina, indicata come “glycerin”, derivato dell’alcol, è una delle sostanze maggiormente idratanti ed utilizzata più spesso. Accanto ad essa possono anche comparire il sorbitolo, zucchero della frutta, e lo xilitolo, zucchero del legno. Fanno parte di tale categoria anche gli alcol sintetici come il glicole propilenico meglio conosciuto come butylene. La funzione principale di tali principi è quella di fissare l’acqua nella pelle.

Importanti anche i componenti vegetali, di origine botanica, e gli oli essenziali, indicati sempre con il loro nome latino. Tra quelli più impiegati vi sono il Prunus dulci (olio di mandorle dolci), la Castanea sativa (estratto di foglie di castagno), l’Olea europaea (olio di oliva), il Citrus nobilis (olio essenziale di mandarino), l’Helianthus annuus (olio di girasole) ed il Butyrospermum parkii (burro di karitè).

Le case cosmetiche sono obbligate a segnalare anche le sostanze profumanti insite in un prodotto, soprattutto per scongiurare eventuali reazioni allergiche a determinati principi attivi. In tutto ne esistono ventisei e  le più utilizzate sono il geraniol, il linalool, il coumarin, l’eugenol ed il limonane.

 Gli ingredienti di completamento

Molto diffuso è il dimethicone, comprendente la famiglia dei grassi e presente per il 30% del contenuto.  Spesso purtroppo tali grassi sono di origine sintetica, come ad esempio il silicone, ed il loro lavoro sta nel facilitare notevolmente l’applicazione del prodotto sulla pelle, regalando una notevole sensazione di morbidezza. Gli amanti del biologico li evitano, perché meno biodegradabili rispetto agli altri grassi e quindi molto più inquinanti.

Nei cosmetici d’avanguardia la fanno da padrone. Sono l’acido ialuronico, salicilico ed ascorbico.  Determinano la funzione di un cosmetico anche se presenti sempre in bassa percentuale (massimo il 3%, solo in particolari sieri arrivano anche al 10%), del resto non ne occorre una grande quantità perché siano efficaci. Un esempio? E’ sufficiente l’1% di acido ialuronico per stimolare il rimpolpo cutaneo! Oltre ad esso sono molto usati anche l’acido salicilico, le proteine della soia, la vitamina A e l’acido ascorbico (o vitamina C).

Infine esiste il cosiddetto Methylparaben, sostanza conservante che permette al prodotto di non deteriorarsi nel tempo (considerando comunque che ogni cosmetico riporta il numero di mesi in cui, dopo l’apertura, rimane integro e quindi efficace).Il prefisso Methyl indica che si tratta di parabeni a catena corta, conservanti non nocivi per la salute; banditi invece quelli con prefisso Ethyl e Propyl. Ultimamente però il conservante maggiormente usato è il sodio benzoato o salicico.

Scritto da Valentina Lizza

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