Cosmetici green: amore per pelle ed ambiente!

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cosmetici greenFunzionalità assicurata, impatto ecologico zero, delicatezza estrema sulla cute.
Tre ottimi motivi per convertirsi alla cosmetica biologica! Badate bene: essa non addita come eretica la chimica, semplicemente la pone al servizio della natura!
Ovviamente però per riconoscere i prodotti veramente green e quindi rispettosi dell’ambiente oltre che del corpo, è necessario “imparare a leggere”.

La differenza tra biologico ed ecologico

Un cosmetico, per definirsi bio, deve contenere ingredienti derivanti essenzialmente da agricoltura biologica, ovvero da colture in cui non sono adoperati pesticidi, fertilizzanti artificiali od Ogm.  Invece si considera ecologico un prodotto rispettoso dell’ambiente in tutto l’arco del suo ciclo produttivo, a partire dalla confezione rigorosamente riciclata e riciclabile, per arrivare all’impatto zero su acqua, aria e terra una volta finito e commercializzato.

Come riconoscere un cosmetico biologico

Attualmente non esiste un marchio che permetta ad occhi chiusi di identificare un prodotto come eco e dermocompatibile; pertanto è opportuno imparare ad interpretare le etichette e gli Inci (la lista degli ingredienti componenti un  certo cosmetico) che lo accompagnano.

Un esempio su tutti? Considerando che le prime sostanze elencate nell’Inci sono contenute nel cosmetico in percentuale maggiore, un prodotto che detiene in testa la paraffina liquida (pericoloso derivato del petrolio) è ben diverso da uno che la riporta in coda o non la contiene per nulla.

Un utile parametro di scelta è la presenza o meno di diciture latine. Ebbene sì, gli elementi vegetali totalmente naturali e quindi scevri da qualsiasi tipo di processo chimico, sono elencati con il loro nome botanico in latino appunto; diversamente invece gli elementi sintetici e semi sintetici sono proposti con il loro nome inglese.

Quali prodotti evitare

E’ consigliato tenersi alla larga da tutti quei cosmetici che presentano tra i loro ingredienti alcuni famigerati derivati del petrolio, quali la già citata paraffina liquida, la vaselina e gli oli minerali.

Quest’ultimi non sono prodotti tossici per la pelle, ma neanche salutari, in quanto tendono ad occluderla rendendola spenta, con pori dilatati e piccole desquamazioni.

Ugualmente è bene non utilizzare prodotti contenenti siliconi (sostanze dal nome che termina in “one” o “ane”, tra cui la più diffusa è il Dimethicone): essi tendono a disidratare la pelle, trattenendo i principi attivi in superficie, ma nonostante questo sono molto apprezzati perché capaci di conferire una notevole gradevolezza alla texture del prodotto.

Giudizio negativo anche per i Parabeni, conservanti spesso fautori di gravi intolleranze e per additivi come Dea, Mea e Tea, usati come tensioattivi in bagnoschiuma e shampoo, ma colpevoli di secchezza nei confronti di cute e cuoio capelluto.

Infine vade retro anche al cosiddetto l’SLS (Sodium Lauryl Sulfate) pericolo tensioattivo irritante e comedogenico.

Il ruolo della chimica

Anch’essa può dimostrarsi dermocompatibile, quindi non va affatto demonizzata; oltre alle piante infatti esistono anche prodotti di sintesi eco, come alcuni tipi di lipidi (il più famoso è lo squalano).

Ecco perché il vero dato importante non è tanto che il cosmetico sia naturale o chimico, ma che sia realmente verde, ovvero formulato con ingredienti di qualità rispettosi della pelle e dell’ambiente.

Scritto da Valentina Lizza

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