Il miele: toccasana dorato

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mieleElisir  goloso ma anche molto prezioso, prodotto che le api raccolgono dal nettare dei fiori o da secrezioni provenienti da varie piante e che trasformano combinandolo con sostanze specifiche che successivamente lasciano a maturare nei favi dell’alveare. Utile da tutti i punti di vista, il miele ha impiego estetico, terapeutico ma soprattutto alimentare.

Proprio in tal senso è addirittura preferibile allo zucchero in fatto di dolcificazione in quanto ha più efficacia ed è meno calorico!

Questo grazie alla componente di fruttosio che lo caratterizza, elemento che assicura un maggior potere dolcificante ed un effetto energetico a lungo termine. Non a caso il glucosio dello zucchero viene bruciato immediatamente, mentre il fruttosio necessita prima di essere trasformato, quindi rimane disponibile più a lungo nell’organismo.

Tra l’altro il fruttosio è anche dotato di proprietà emollienti che possono dare sollievo a bocca, gola, stomaco ed intestino ed è indispensabile per lo smaltimento di sostanze nocive tendenti ad accumularsi a livello epatico.

I tipi di miele esistenti sono davvero innumerevoli, se ne contano più di cinquanta tra italiani e stranieri, ma tutti racchiudono delle proprietà notevoli.

Le tipologie nostrane più conosciute sono quello di acacia (energetico, lassativo ed antinfiammatorio), quello di arancio (antispasmodico e sedativo), quello di castagno (ottimo per il benessere della circolazione sanguigna nonché disinfettante a livello urinario), quello di bosco (indicato contro l’influenza), quello di erica (antireumatico ed antianemico).

Mentre le qualità straniere di miele che vanno per la maggiore sono il mirto australiano (buonissimo contro la gastrite), l’ulmo cileno (antibiotico naturale) e il manuka neozelandese (in grado di curare le ferite).

Il biondo nettare non a caso era considerato, già mille anni prima di Cristo, “il cibo degli dei”, difatti le antiche popolazioni ne facevano largo uso per fini curativi (anche senza sapere che in effetti il miele è in grado di aumentare notevolmente le difese immunitarie), per scopi cosmetici e per diletto culinario.

La particolare espressione, ormai entrata nel gergo quotidiano, “luna di miele” nasce proprio da una particolare bevanda (fatta di miele, lievito ed acqua) cosiddetta “idromele” che veniva fatta bere ai neo sposi come augurio per propiziare un figlio maschio.

Molto importante è la forte azione antibatterica tipica del miele, assicurata dalla dose di acqua ossigenata che produce naturalmente mediante un enzima usato dalle api per trasformare il nettare.

Altrettanto interessante è la sua capacità cicatrizzante dovuta allo zucchero e ad un insieme di composti organici che stimolano l’attivazione delle piastrine atte proprio al lavoro di cicatrizzazione.

Come per tutti gli alimenti, anche il miele perché sia efficace e gustoso, deve saper essere scelto: non deve presentare la terribile separazione in fasi, ovvero non deve essere troppo umido per evitare che ne venga ostacolata la cristallizzazione. Un miele separato in fasi si presenterà inferiormente cristallizzato e superiormente liquido. Risultato? Una sicura fermentazione del prodotto con conseguente deterioramento.

Proprio essa rappresenta il segno principale che il miele non è di buona qualità, ma purtroppo solo dopo l’acquisto la si può notare captando l’odore sgradevole del prodotto e la presenza di schiuma sulla superficie.

Scritto da Valentina Lizza

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