Il Potali: tanta energia e zero stress

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Uno dei malesseri più comuni legati all’attuale quotidianità frenetica e rutilante, è l’accumulo di stress e tensioni che spesso viene somatizzato all’esterno con problematiche di vario tipo.

Fortunatamente la continua evoluzione della scienza ayurvedica ci ha messo lo zampino anche in questo caso, proponendo un magnifico elisir contro qualsiasi tipo di sovraffaticamento, sia esso fisico o mentale: il Potali.

Caratteristiche del Potali (fagottino)

Trattasi di trattamento ayurvedico caratterizzato dall’uso di fagottini ricolmi di erbe che vengono massaggiati con precise tecniche sul corpo per mezzo di un olio. Non a caso questa tecnica è anche denominata Othadam, letteralmente massaggio con fagottini alle erbe. Ovviamente ognuno di questi elementi (il tipo di erbe da usare, la temperatura dell’olio, il tipo di massaggio) è strettamente correlato alle esigenze del soggetto interessato, in relazione al suo tipo e grado di squilibrio psicofisico.

Il Potali nella sua essenza richiama i principi base dell’ayurveda, secondo i quali nell’essere umano agiscono tre energie, cosiddette Dosha, a loro volta formate dagli elementi che danno vita all’universo: Vata (acqua ed etere), Pitta (fuoco ed acqua), Kapha (terra ed acqua). Quando uno di essi subisce uno squilibrio dovuto ad uno scorretto stile di vita, si manifesteranno conseguenze sulla salute e lo stato di benessere.

Gli squilibri delle energie Dosha

Per squilibrio Vata l’ayurveda indica l’eccesso di elemento aria, somatizzato con pallore, pelle secca, screpolata, fredda e rugosa.La persona in questione si presenterà freddolosa e con una muscolatura fortemente tesa.

Per squilibrio Kapha s’intende un eccesso di acqua, esternato con una forte ritenzione di liquidi, gambe gonfie e cellulite.
Lo squilibrio Pitta invece vede una eccessiva predominanza del fuoco e quindi pelle arrossata e molto calda, brufoli ed acne.

Una volta individuato il tipo di disarmonia del soggetto, vengono confezionati i Potali più adatti alle sue problematiche:

per eccessi di Vata o Kapha sono predilette le spezie riscaldanti ed antiossidanti, quali cannella, zenzero, chiodi di garofano e curcuma.

Per quanto riguarda i movimenti atti al Vata si effettuano frizioni e tamponamenti dal centro verso l’esterno del corpo, previa l’immersione dei fagottini in olio caldo (di sesamo, girasole o mandorle); per il Kapha invece si eseguono impastamenti e pompaggi dall’esterno verso l’interno, in tal caso a secco per non apportare liquidi in eccesso.

Diversamente, per eccessi di Pitta il Potali non è indicato, in quanto il massaggio andrebbe a creare ulteriore calore in una situazione dove ve n’è già in sovrabbondanza.

Benefici del Potali

Esso agisce in prima istanza sulla muscolatura, attuando un’azione tonificante e decontratturante.  Successivamente, grazie allo strofinio del massaggio, permette un notevole recupero di energie.

Il Potali ha anche un effetto drenante, tanto che appena dopo la seduta si avverte la sensazione di gambe leggere e si è molto stimolati alla minzione.

Gli esperti però sconsigliano di approcciarsi all’ayurveda proprio col Potali, in quanto è bene prima sottoporsi ad un massaggio tradizionale per poter cogliere l’eventuale presenza di squilibri e le loro caratteristiche.

Ultima nota importante sta nel segnalare all’operatore designato per il trattamento, potenziali intolleranze od allergie anche alimentari, soprattutto in relazione all’uso di erbe tipiche del mondo culinario.

Scritto da Valentina Lizza

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