La ricerca degli animali di potere o spiriti guida nello sciamanesimo

Condividi sui social
  •  
  •  
  •  
  •  

Una delle visioni condivise dalla maggior parte delle culture sciamaniche è la suddivisione dell’Universo in tre Mondi, mondi ai quali lo sciamano ha accesso in uno stato non ordinario di coscienza. Il Mondo di Sotto è caratterizzato dal mostrarsi, all’occhio dello sciamano, come un mondo naturale fatto di boschi, valli, montagne, deserti, laghi, una natura selvaggia popolata da spiriti che normalmente si presentano in forma di animali, del tutto corrispondenti agli animali conosciuti nel mondo ordinario, ma anche animali fantastici, mitologici o ibridi tra uomo e animale. La funzione di questi spiriti è quella di supportare lo sciamano nei suoi viaggi alla ricerca di un potere o di una guarigione per sé o per un’altra persona. Secondo la visione sciamanica, ciascuno di noi ha nel Mondo di Sotto un animale di potere, altrimenti detto animale guida o totemico, il quale ci accompagna per tutta la vita, o per lo meno per un tratto del nostro cammino, svolgendo la funzione di darci forza, aiuto e comprensione in caso di necessità o di portarci una guarigione in caso di malattia o sofferenza. Va da se che la conoscenza ed il rapporto che lo sciamano è in grado di instaurare con il suo animale di potere diventa importante per lo scopo per il quale lo sciamano intraprende questo viaggio “nell’altro mondo” e per ciò che chiede di “vedere” grazie al suo aiuto. Normalmente lo sciamano visita il Mondo di Sotto per ottenere una guarigione per sé o per una persona e per far questo chiede proprio al suo animale guida di mostrargli la situazione e la causa che ha provocato quella specifica malattia o trauma. In taluni casi specifici, ad esempio di possessione o di perdita dell’anima a causa di eventi particolarmente traumatici o di malattie molto lunghe e dolorose, lo sciamano può incontrare anche altri spiriti “ausiliari” aventi lo scopo di svolgere un compito specifico come l’estrazione di una intrusione energetica oppure di recuperare l’anima od un frammento di anima perduto dal paziente. In alcune culture si ritiene che il potere di uno sciamano dipenda da quanti animali di potere ha al suo fianco.
E’ anche abbastanza diffusa tra gli sciamani la credenza che la non conoscenza o peggio l’allontanamento del proprio animale di potere da una persona possa causare un abbassamento del potere personale della persona stessa e dunque un allentamento delle difese, della propria energia vitale, cosa che può causare una facile esposizione a malattie o disavventure. Una delle operazioni principali e primarie che uno sciamano effettua ad un paziente, prima ancora di diagnosticare il problema nello specifico, è recuperare l’animale totemico del paziente in quanto sarà grazie a lui e tramite lui che lo sciamano sarà poi in grado di vedere meglio la situazione per poi intervenire.
Il potere che adduce un animale guida è generalmente proprio quel potere che necessita in quel momento alla persona a cui è connesso e che le serve a mantenere e garantire una maggiore integrità e completezza. Grazie al proprio animale di potere dunque, lo sciamano è in grado di esplorare il mondo sotterraneo, mondo che si trova anche connesso con quello degli antenati e dei defunti, e da qui, se lo desidera, risalire al Mondo di Mezzo, il mondo dove siamo noi, esseri umani, ma non solo noi. Nel Mondo di Mezzo ci sono infatti anche altri esseri inorganici normalmente conosciuti in molte letterature fantastiche e mitologiche come fate, gnomi, orchi, elementali o le creature delle acque come le silfidi, le ondine, le sirene ecc.. Nel mondo di mezzo si possono trovare però anche le anime dei defunti non ancora passati totalmente nella luce. E’ qui che lo sciamano, in funzione di psicopompo, può accompagnare queste anime verso la luce liberandole dal legame che le trattiene ancora qui tra i viventi (ndr. spesso sono i viventi stessi a trattenere le anime dei propri cari impedendole di lasciare questo mondo a causa di debiti in sospeso, sensi di colpa, vendetta o non accettazione della loro scomparsa).
Gli spiriti del Mondo di Sopra si presentano invece sottoforma di Maestri spirituali, spiriti disincarnati che si mostrano come esseri di luce o come vibrazioni molto intense. AI maestri spirituali lo sciamano si rivolge normalmente per ottenere una visione od un consiglio relativo alla propria evoluzione spirituale o a quella del cliente. Possono mostrarsi anche sottoforma di antichi filosofi, maestri spirituali, divinità o profeti.
Questi tre mondi sono normalmente connessi tra loro da un albero cosmico, l’axis mundi tramite il quale lo sciamano può salire o scendere da un mondo all’altro per incontrare i propri animali guida o maestri spirituali oppure, nel Mondo di Mezzo, per incontrare le fate o altri esseri elementali. A seconda del popolo e della cultura specifica, a questi tre mondi vengono spesso associati degli animali totemici, una sorta di guardiani posti a tutela della soglia che da accesso a questi mondi ed il cui potere rappresenta il mondo stesso di appartenenza. Nella cultura andina, ad esempio, gli animali totemici sono il condor per il mondo superiore, il puma per il mondo di mezzo ed il serpente per il mondo inferiore. Tramite il condor gli sciamani si connettono con il mondo superiore (Hanan Pacha), il suo bianco collare richiama le nevi perenni ed il condor aiuta anche l’anima nel suo passaggio nell’aldilà al momento della morte. Tramite il Puma (ma anche l’Orso, il Lama o l’Alpaca) gli sciamani viaggiano nel mondo di mezzo (Kay Pacha). Nel mondo inferiore (Uku Pacha) sarà il Serpente ad accompagnare lo sciamano nel suo viaggio. Anche in questa tradizione, nel mondo inferiore gli sciamani collocano anche il regno dei morti o dei bambini mai nati.
In molte tradizioni si riconosce anche la presenza di un animale totemico connesso alla propria tribù o stirpe di appartenenza. E’ lo spirito dei propri antenati, spesso raffigurato sottoforma di un animale mitologico oppure di un eroe divinizzato, al quale gli appartenenti a quella tribù dedicano rituali o cerimonie in quanto fondatore della stirpe, colui che ha permesso che la forza della vita potesse arrivare a tutti quanti e trasmettersi ininterrotta da una generazione all’altra, colui che garantisce la sopravvivenza del proprio popolo.
Tramite la tecnica del core shamanism, che prevede l’utilizzo del solo tamburo come strumento per facilitare il viaggio sciamanico, è possibile per chiunque lo desideri fare l’esperienza del viaggio nel Mondo di Sotto per poter incontrare il proprio animale guida col quale reintegrare una forza, un potere od ottenere una guarigione. Questa esperienza viene normalmente proposta durante i cerchi sciamanici od i seminari di base ed avanzati proposti dall’Associazione Culturale Il Cerchio Sciamanico di Varese.
Maggiori informazioni al sito: Il cerchio sciamanico

Articolo e foto gentilmente offerti da Il cerchio sciamanico