Le verità sulla sigaretta elettronica

Sigaretta elettronica
Condividi sui social
  •  
  •  
  •  
  •  

Sigaretta elettronicaSeppur brevettata da vari decenni, precisamente dal 1963, l’utilizzo e la diffusione di massa della cosiddetta “e-cig” è un fenomeno per lo più recente che covava da mesi ma che è esploso non prima dello scorso Natale. La sua affermazione  stata repentina, condita fra l’altro da una notevole dose di “effetto moda”, a scapito però della più importante e necessaria sperimentazione clinica: purtroppo non essendo un vero e proprio ritrovato farmaceutico, non esiste una normativa che ne regolarizzi la produzione, la commercializzazione ed il consumo.

 Caratteristiche fisiche della e-cig

Lasciando per un attimo in secondo piano il lato estetico della sigaretta elettronica, fondamentalmente sono due le tipologie base esistenti sul mercato, con e senza nicotina, le quali poi vengono arricchite sia in forma che in contenuto, ovvero declinate in un gran numero di modelli e di gusti differenti atti ad aromatizzare la “svampata”, ossia la boccata fatta dalla e-cig. Effettivamente il prodotto contenuto nella sigaretta elettronica non è sempre noto e può variare drasticamente in quantità e qualità; da qui la domanda per eccellenza relativa a tale argomento: la sigaretta elettronica fa male?

 Funzionamento della sigaretta elettronica

Il comun denominatore che insiemizza tutte le sigarette elettroniche è il funzionamento: tutti i modelli sono formati da batteria, atomizzatore e cartuccia. La parte iniziale della sigaretta è ricaricabile e consente un numero variabile di tiri (da 70 a 150). L’atomizzatore sopra citato produce il vapore che, attraversando cartuccia e suo contenuto, acquista il sapore dell’aroma con il quale è stato riempito il dispositivo. Per richiamare  ancor di più la somiglianza ad una vera “bionda”, molti modelli presentano una luce rossa sulla punta atta a simulare la combustione illuminandosi ad ogni boccata. Purtroppo però il fatto che l’e-cig non generi fumo, non significa che venga inalato essenzialmente vapore acqueo, considerando che le cartucce non generano solo acqua, aromi e nicotina (se contemplata), ma anche ad esempio glicerina ed altri tipi di conservanti alimentari. In conclusione, essendo il contenuto una miscela, anche il vapore prodotto lo sarà.

 A cosa fare attenzione

La sigaretta elettronica può essere acquistata in farmacia, in particolare se si è indirizzati verso quelle prive di nicotina, oppure nei rivenditori specializzati, spuntati come funghi in ogni angolo delle città in questi mesi di boom del prodotto. Solitamente è proprio nei punti vendita dedicati che si economizza maggiormente ed anche su internet la spesa è minima. Un avvertimento però è d’obbligo: qualsiasi tipo di sigaretta si decida di comprare, deve riportare il marchio di garanzia della Comunità Europea (CE) ovviamente non contraffatto. Come già accennato purtroppo non esiste una normativa vigente che regoli il fenomeno delle e-cig, essendo ancora trattate essenzialmente come un generico bene di consumo, così ogni paese si comporta in merito in maniera autonoma. Alcuni esempi: in Francia sono regolamentate solo se usate a scopo terapeutico col fine di debellare il tabagismo, mentre in altri paesi (Svezia, Finlandia, Danimarca, Belgio, Germania, Austria, Ungheria, Portogallo, Estonia e Slovenia) solo quelle contenenti nicotina sono considerate prodotti farmaceutici. Dal canto suo l’Italia ha stabilito prescrizioni per l’etichettature delle sigarette elettroniche che, dal 2010, debbono riportare dettagliatamente determinati simboli quali la presenza di nicotina, l’esclusione categorica di eventuale tossicità del prodotto, la raccomandazione di tenerle fuori dalla portata dei bambini nonché il divieto di vendita ai minori di sedici anni.

Scritto da