L’Egitto poco conosciuto: la magia del White Desert

White Desert
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White DesertL’Egitto è invaso ogni anno da migliaia di turisti che si affollano al Cairo per visitare le straordinarie Piramidi, la sacra Citadella, il saggio Nilo, i colorati mercati di Khan al Khalili o sul Mar Rosso per vivere la meravigliosa sensazione di essere circondati da centinaia di coloratissimi pesci o avvistare il Dugongo a Marsa Alam. Solo in pochi si avventurano a nord del Cairo per visitare le meraviglie del deserto.

E’ proprio nelle oasi più piccole che si scopre l’Egitto più tradizionale ma anche forse più in pace con se stesso, lontano com’è dalle guerre ideologiche che da anni contano milioni di militanti di diversi schieramenti in tutto il mondo. Avventurandosi in questa parte di Egitto ci si rende conto di quanto sia vero che il vero viaggio è il tragitto e non il punto di arrivo.

Uno dei posti più magici di questo paese è, a mio avviso, il White Desert , un deserto molto vasto ricoperto di meravigliose formazioni calcaree bianche. Il White Desert si raggiunge percorrendo in Gip una lunga strada che inizia a Ovest del Nilo, a circa 6/7 ore dal Cairo. La strada per raggiungere il deserto bianco è molto suggestiva e per nulla noiosa nonostante attraversi km di deserto.

Per arrivare a destinazione si passa davanti allo spettacolare Black Desert che deve il suo nome alle rocce di origine vulcanica che lo ricoprono. E’ stupefacente vedere come la parola “deserto” non renda assolutamente giustizia alla varietà di questo posto. Questa sensazione diventa ancora più forte quando si raggiunge una zona disseminata da collinette ricoperte da cristalli di quarzo. Solo qualche ora dopo si raggiungerà il White Desert che ancora una volta cambierà lo scenario con le sue grandi formazioni bianco candido a forma di enormi funghi.

Passare la notte nel deserto bianco è impagabile, il suono del silenzio assordante e la luce delle stelle ricopre tutto il cielo lasciando un po’ di posto soltanto alla luna che così può illuminare le grandi rocce bianche, l’idea è quella di stare su un pianeta sconosciuto. Solitamente è una guida egiziana che prepara il necessario per la notte, compresa la deliziosa cena a base di verdure e carne a spezzatino e il fuoco per cucinare e riscaldarsi un po’.

Anche il the qui ha un altro sapore mentre si sorseggia aspettando che si avvicini una volpe del deserto o un simpatico topolino. Il White Desert si trova a pochi passi dall’oasi di Farafra, meravigliosamente verde e abitata da persone molto gentili con i turisti pronti ad offrire gli squisiti datteri autoprodotti bagnati con dell’ottimo olio di oliva. Inoltre nell’oasi sono presenti delle vasche di acqua termale naturali che offrono dei rilassanti bagni notturni al chiaro di luna.

Molto interessante anche il museo di Farafra, gestito da un pittore e scultore di nome Badr, che utilizza per le sue opere materiali presenti nel deserto per creare oggetti dalle fattezze umane. Lo scopo di Badr è preservare il Deserto dal cemento e dalle sbagliate politiche del vecchio governo egiziano che più di una volta hanno messo a dura prova il delicato ecosistema del deserto.

Scritto da Manuela Coco
Crediti foto:http://en.wikipedia.org/wiki/File:White-desert-egypt.jpg