L’oro nero: il caffè

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caffèRistretto, lungo, doppio, decaffeinato, macchiato…. sono tutte maniere diverse per gustare la bevanda che per eccellenza rappresenta gli italiani, anche all’estero: il caffè!

Il rapporto dell’italiano con il caffè è decisamente polivalente: si va dal “caffeinomane” che non può andare avanti con meno di cinque o sei caffè al giorno, c’è il più equilibrato consumatore che non supera le tre tazzine quotidiane, ma c’è anche chi il caffè non lo considera neanche minimamente!
Se la prima tipologia di soggetto, nella lista sopra elencata, forse pecca in eccesso, l’ultimo della stessa commette un grave errore per difetto!
Infatti privarsi totalmente della nera bevanda, equivale ad allontanare il proprio organismo da un vero e proprio toccasana!

Essa infatti contiene numerose sostanze importanti, ciascuna atta allo svolgimento di azioni che lo sono altrettanto.
Il caffè contiene ad esempio il potassio, prezioso per la regolazione della pressione sanguigna; vari antesignani di vitamine; i diterpeni, ovvero sostanze protettive dell’ambiente epatico; molti antiossidanti, in grado di rallentare l’invecchiamento cellulare.

E’ chiaro quindi che il caffè è realmente un valido alleato della salute, capace d’influire positivamente sui principali apparati corporei, mediante l’attivazione dei suoi pregiati nutrienti.

Effetti sull’apparato digerente:

stimola il processo digestivo, aumentando la produzione di saliva, bile ed acidi; favorisce il corretto transito intestinale.
Casi a rischio: è bene non superare le due tazzine al giorno nel caso si soffra di ulcera gastrica o reflusso, da consumare sempre a stomaco pieno.
Nel caso di calcoli è bene evitarlo del tutto, potrebbe provocare una colica biliare.

Effetti sul fegato:

importante azione protettiva del tessuto epatico; contrasta lo svilupparsi della cirrosi nei casi di alcolismo; protegge addirittura dal carcinoma epatico.
Ancora non si sono scoperte influenze negative del caffè sul fegato.

Effetto sui reni:

può far regredire il procedere di un’eventuale insufficienza renale; aumenta la larghezza delle arterie renali e quindi aumenta la diuresi riducendo la ritenzione idrica (il tutto dovuto si pensa al riassorbimento di sodio).
Casi a rischio: la decisa stimolazione della diuresi può rappresentare un problema per chi già soffre d’incontinenza urinaria.

Effetti sull’apparato cardiocircolatorio:

essendo ricco di polifenoli ed altri antiossidanti, il caffè è uno dei liquidi più importanti per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari.
Casi a rischio: in particolari tipi di caffè (ad esempio il tipo turco) si liberano nella bevanda dei composti che possono comportare un aumento del colesterolo e di conseguenza favorire problemi cardiaci. Meglio preferire la classica preparazione all’italiana (moka od espresso).
E’ bene comunque non eccedere nei consumi di caffè, in quantità esagerate infatti può alterare gravemente il ritmo ed il corretto funzionamento cardiaco.

Effetti sul cervello:
il caffè è ottimo per stimolare la concentrazione e rinforzare le capacità mnemoniche.
Anche chi soffre di depressione può consumarne ma mai in concomitanza con l’uso di farmaci.
Ultimamente è stato anche comprovato l’effetto protettivo del caffè in relazione al morbo di Parkinson.
Casi a rischio: la caffeina può favorire l’insonnia, ecco perché è consigliabile assumerla non più tardi del primo pomeriggio, preferendo la formula decaffeinata nel caso vi sia l’abitudine di prendere del caffè dopo cena.

Che questa preziosa miscela sia un importante elisir di lunga vita è fuor di dubbio, ma la regola è sempre una: il troppo stroppia!
Perciò beviamo caffè…responsabilmente!

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Crediti foto:freedigitalphotos.net