Maestia: il più’ classico dei GDR per i browser

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Il panorama videoludico richiede con sempre maggiore insistenze novità e originalità. Non è detto, tuttavia, che non ci sia spazio per produzioni che strizzano l’occhio alle tradizioni più radicate e apprezzate. Tra tutti i generi a disposizione dell’utente, è quello dei giochi di ruolo a prestare maggiormente il fianco a questo ritorno al passato. Ciò vale sia per i giochi ‘mainstream’, ossia quelli per console e pc, che per i giochi su browser, che tanto stanno spopolando tra i videogiocatori. Non stupisce dunque il successo di Maestia, gioco di ruolo online (genere ufficialmente identificato come MMORPG) che raccoglie l’eredità dei grandi classici come pochi altri.

Maestia è stato prodotto qualche tempo fa da Big Point e rilanciato un paio di mesi fa da Alaplaya, sigla sotto la quale sta conoscendo una certa notorietà. Il gioco, dicevamo, ricalca le meccaniche dei vecchi gdr; lo scopo, dunque, è quello di fra progredire di livello in livello il proprio personaggio completando, nel frattempo, un’avventura creata ad hoc dagli sviluppatori.

La prima cosa che toccherà fare all’utente è creare il proprio giocatore. E’ possibile scegliere tra due razze differenti (e antagoniste): i Superior Guardian e i Temple Knight. Ognuna di queste razze consta di quattro classi: chierico, mago, guerriero ranger. L’editor, permette, tra le altre cose, di modificare (accuratamente) le fattezze fisiche del proprio beniamino.

Dopodiché l’utente verrà catapultato nel mondo di Maestia. Premendo il tasto Z apparirà la lista, redatta fittiziamente da “un angelo protettore”, delle quest disponibili. E’ possibile fruirle attraverso due modalità: la prima, praticamente in singolo, permetterà di interagire esclusivamente con NPC (personaggio non giocanti); la seconda, invece, permetterà di interagire con altri utenti online. La particolarità di Maestia (eh sì, un briciolo di originalità c’è) è la possibilità di legare le quest a un’altra in un continuum armonico e coerente, qualsiasi missione si scelga: il lavoro degli sceneggiatori è stato imponente.

Un’altra novità è il cosiddetto ‘pilota automatico’. Selezionando questa modalità, il personaggio raggiungerà automaticamente (senza alcuno sforzo per l’utente) una determinata zona della mappa. Il gameplay dei combattimenti è molto tradizionale: in movimento e in tempo reale – alla Zelda per intenderci . Ogni vittoria dà punti esperienza, che permettono di salire di livello, e denaro, che permette invece di comprare equipaggiamenti e armi. Nuove skill, infine, verranno trovate lungo il corso dell’avventura.

La grafica di Maestia è discreta, con molti pregi ma anche incomprensibili difetti. I modelli poligonali, in particolare, sono realizzati egregiamente. La nota dolente è però rappresentata dalle texures, che vanno dal sufficiente al pessimo. Spesso sgranate, caratterizzata da una palette spenta, fungono da testimonianza vivente che, in verità Maestia è un gioco ‘vecchio’. Nonostante il lavoro di conversione di Alaplaya, il peso degli anni si sente. Tutto ciò non inficia l’esperienza di gioco, che offre – senza stufare – un deciso retrogusto tradizionale.

Scritto da Giuseppe Briganti