Managor, il social game più strano (e più bello) degli ultimi tempi

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Siamo in piena epoca del web 2.0, dunque la vita online degli utenti si snoda attraverso interazioni sempre più numerose con gli altri utenti, la condivisione, la partecipazione. Lo spirito social pervade un po’ tutti i campi del digitale, anche e soprattutto quello dei videogiochi. Ecco quindi il proliferare dei social game, alcuni direttamente su social network (vedi Farmville). Da novità quali sono stati per parecchio tempo, ora si sono tramutati in una concreta realtà della rete. E’ arrivato anche per loro il tempo di rinnovarsi. Managor cerca proprio di portare aria nuova nell’iper- trafficato mondo dei videogiochi online.

Iniziamo col dire che Managor, da bravo social game, è gratuito. Gratis è la registrazione, gratis è il gioco. Si paga solo la versione Premium, che offre la possibilità di progredire più velocemente. Ciononostante, anche senza scucire un soldo si è competitivi senza particolare sforzo.
Managor ha una particolarità che condivide con ben poche produzioni videoludiche, siano essere su ‘browser’ che su consolle o pc. Managor è un crossover di genere. Più tipologie di gioco si mischiano: è uno strategico, ma è anche un gioco di ruolo; nondimeno, è un picchiaduro.

Come funziona? E’ semplice. Dopo la registrazione, verrete catapultati nelle lande dominate dal perfido drago-despota Managor. Qui dovrete, celati dal nemico, costruire un villaggio, prodromo di una futuribile rivolta. L’utente può scegliere tra tre razze: quella degli orchi (bonus forza, malus costruzione), quella degli elfi (malus forza, bonus costruzione), non morti (bonus forza e costruzione, malus intelligenza). Seguitamente, è possibile costruire un centro abitato e arruolare / armare un esercito. In Managor esistono diciotto tipologie di edificio e diciotto tipologie di armi, armature etc.

Fin qui, rimaniamo sullo strategico. Lo spirito da ‘role playing game’ emerge quando l’utente deve far crescere le truppe. Questo aspetto è veramente curato in Managor, tant’è che non sfigura – con le dovute proporzioni ovviamente – di fronte alle produzioni gdr per consolle. In buona sintesi, i soldati cresceranno in abilità e competenze attraverso un sistema a punti esperienza, come tradizione vuole.
Managor, però, come dicevamo, è anche un picchiaduro. Esso diventa un gioco di lotta quando l’utente interagisce con altri utenti (umani). L’interazione può essere ‘amicale’ o da avversari. Nel primo caso, un giocatore può allearsi con un altro per sconfiggere Managor; nel secondo caso può attaccarlo per entrare in possesso dei suoi bene. Quando un utente ingaggia un altro utente, il gioco stravolge i suoi connotati.

La visuale, da isometrica, si abbassa e giunge al livello di un unità (soldato) qualsiasi. La visuale, dunque, assume le sembianze di quelle dei più classici picchiaduro. Le unità che gli utenti avranno chiamato a combattere si affrontano in duello: ognuna di essere è contrassegnato da tre zone: testa, torace, gambe. In base a dove si colpisce il danno è maggiore o minore.

Managor sorprende per la sua duttilità e audacia. Si tratta davvero di un bell’esperimento, peraltro riuscitissimo. Ecco cosa ne pensa Spaziogames, autorità nel campo dei magazine online dedicati ai videogiochi: “Managor è un ottimo tentativo di parte di XS Software di effettuare un vero e proprio crossover di generi che possa attirare l’attenzione dei videogiocatori, vista anche la sua fruibilità gratuita”.

Scritto da Giuseppe Briganti