Nebulose nel cielo anelli colorati o getti fantasiosi?

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Ci sono molti oggetti nel cielo che possono sembrare solo deboli puntini luminosi ma che in realtà osservati più attentamente al telescopio rivelano forme spettacolari e sorprendenti.

Sembrano quasi le opere di un pittore tanto sono affascinanti e coloratissime, ricche di dolore e luce.

Tra i più stravaganti ci sono sicuramente le nebulose planetarie così chiamate da William Herschel perchè osservandole con i telescopi del tempo assomigliavano al pianeta Urano da lui scoperto nel 1781.

Sono formate da una stella caldissima, di solito di colore azzurro circondata da gas rarefatto e molto esteso.  La stella, chiamata nana bianca, non è molto luminosa, perché molto compatta e di piccole dimensioni ed emette radiazione ultravioletta che eccita il gas circostante trasformandosi in luce visibile, permettendo così di vedere la nebulosa.

Il gas con il passare del tempo si espande sempre di più alla velocità media di 20 km al secondo e la nana bianca si raffredda e si affievolisce fino a diventare a seconda della massa iniziale, una nana marrone, una stella a neutroni o addirittura un buco nero.

Le nebulose planetarie si possono studiare anche all’esterno della nostra galassia. Ad esempio nella nebulosa di Magellano, una galassia satellite della nostra, sono presenti vari tipi di nebulose planetarie, studiate attraverso le foto e i dati del telescopio Hubble.

Le più comuni sono quelle sferiche, ma ci sono anche nebulose planetarie bipolari, formate da una stella che emette in direzioni opposte 2 lobi di gas, nebulose a forma di girandola e infine anche quadripolari con 4 lobi.

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