Recensione: “Il trono di spade” di George R.R. Martin

Il trono di spade
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Il trono di spadeIl Trono di spade è il primo libro della saga fantasy “Le cronache del ghiaccio e del fuoco”. La storia è ambientata in un mondo creato per l’occasione da George R.R. Martin. Tutto, dall’atmosfera, ai luoghi, alle vicende, strizza l’occhio al Medioevo europeo e alla sua storia.Lo scrittore ha dato vita ad un fantasy moderno, più maturo. La magia è qui un elemento poco invasivo ma molto misterioso; i paladini dall’etica ferrea e maghi barbuti lasciano il posto agli intrighi politici e al realismo nella trattazione dei sentimenti umani. Proprio qui sta il punto di forza dell’intera serie e, dunque, anche del primo libro: la capacità di dipingere personaggi che sembrano quasi reali e che si rivelano, spessissimo, multidimensionali. Nessuno, tra i protagonisti quanto tra i personaggi secondari, è totalmente buono. Nessuno è totalmente cattivo. Tutti, prima o poi, riservano sorprese.

Il primo libro, che corrisponde alla metà del primo nella versione originale, inizia con la morte del Primo Cavaliere dei Sette Regni, Jhon Arryn, fedele servitore di re Robert Baratheon. Ad Eddard Stark, lord del nord e vecchio compagno di battaglia del re, arrivano voci di un presunto avvelenamento. Quasi contemporaneamente, il Re gli ordina di giungere nella capitale per prendere il posto del defunto. Eddard accetta e viene a contatto con la corte reale, catapultato in mezzo a intrighi con cui lui, guerriero dalle solide doti morali, suo malgrado è costretto ad avere a che fare. Il soggiorno ad Approdo del Re sarà l’occasione per fare luce sulla morte di Jhon Arryn. La sua indagine lo porterà a scoprire il più pericoloso dei segreti.
Nel frattempo, a migliaia di chilometri a nord, il fratello di Eddard Stark, Benjen, sorveglia in qualità di ranger del corpo d’elite i Guardiani della Notte l’estremo confine settentrionale del regno. La minaccia di sempre sono i Bruti, le popolazione al di là della Barriera. Tuttavia, un nuovo pericolo si staglia all’orizzonte: gli Estranei, esseri mostruosi ritenuti estinti da migliaia di anni, hanno cominciato a mietere le prime vittime.
Nel frattempo, a migliaia di chilometri ad est, Viserys e Danaerys Targaryen tramano contro il regno. La loro casata ha regnato sui Sette Regni per quasi trecento anni, prima di essere deposti da Robert Baratheon. I due ragazzi sono gli unici superstiti della loro stirpe e al riparo dall’ira del re, ospiti delle Città Libere, intrecciano alleanze con la barbare tribù Dothraki. Lo scopo è uno solo: riprendersi il Trono.

Martin ha messo in questo primo libro molta carne al fuoco. Lo ha fatto attraverso alcune tecniche innovative come la compresenza di più punti di vista (chiamati Pov). L’autore segue molti personaggi in una volta e gestisce contemporaneamente più storyline.
Lo stile semplice e l’efficiente gestione degli eventi permettono al lettore di comprendere al meglio un gran numero di informazioni e spunti.
In queste prime centinaia di pagine l’autore semina, per poi raccogliere grandemente dal secondo libro in poi, ricco di colpi di scena, di momenti epici e commoventi.
Il trono di spade ha ispirato l’omonima serie tv della HCB (in originale Game of Thrones), a cui ha collaborato lo stesso George R.R. Martin.

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Scritto da Giuseppe Briganti