Come scrivere un curriculum per l’estero

il guadagno con internet
Condividi sui social
  •  
  •  
  •  
  •  

scrivere un curriculumSono sempre più gli italiani che, complice la crisi economica e un mondo del lavoro arretrato, cercano lavoro all’estero.

Il primo passo per trovarsi una professione fuori dall’Itala è scrivere un curriculum adeguato.

L’adeguatezza purtroppo non si esaurisce nella correttezza del linguaggio adottato (che al 99% è inglese), ma si declina in forme inedite rispetto al modo di scrivere un curriculum per l’Italia.

In linea di massima, un curriculum per l’estero va organizzato secondo ‘un messaggio’. In parole povere, il lavoratore deve rendere presente prima di ogni cosa che tipo di lavoro vuole fare, cosa cerca e perché. In base al messaggio va strutturato tutto il resto .

In questo modo chi leggerà il curriculum saprà fin dall’inizio inquadrare il soggetto, sarà facilitato dalla lettura e non lo cestinerà. E’ questo, infatti, il pericolo più grande: che il Cv non venga letto.

Ciò è molto probabile se è troppo lungo, complesso, pesante. E’ necessario, dunque, che il curriculum sia conciso, ricco di bullett points (elenchi puntati) e action words.

Questo è un particolare interessante e che manca nell’esperienza di ‘scrivere un curriculum all’italiana’. Al giorno d’oggi, sempre più aziende non utilizzano personale in carne ed ossa per analizzare i Cv, ma dei software adatti. Essi funzionano in maniera simile a un motore di ricerca: ragionano per keywords.

E’ d’uopo quindi utilizzare nel corpo del testo, e grassettarle, della parole (in gergo chiamate appunto action words) in grado di riassumere competenze ed esperienze lavorative.

Ultimo dei consigli generale – che vale però per ogni tipo di curriculum – è quello di aggiornare costantemente il Cv. E’ necessario aggiornarlo non solo al sopraggiungere di nuove esperienze ma anche al mutare del destinatario.

Ritoccare il curriculum in base a chi lo dovrà leggere è una mossa che si rivela spesso vincente. No a un unico curriculum per tutte le aziende, dunque.

Tra gli accorgimenti in particolare spicca la necessità di non lasciare ‘buchi’ nel campo delle esperienze lavorative. Esse vanno inserite in ordine cronologico decrescente (la più recente per prima).

Inoltre è d’obbligo evidenziare le competenze linguistiche, così anche quelle informatiche.

E’ utile anche porre l’accento su dettagli non squisitamente tecnici quali le responsabilità ricevute, le promozioni conquistate e gli elogi formali da parte dei datori di lavoro.

Tra i dettagli tecnici da inserire ci sono sicuramente quelli da ‘monetizzazione’, come percentuali, dollari, numeri: aumentano il senso di concisione. Non di rado, tuttavia, si sconfina nel campo della privacy (es. retribuzioni), quindi molte aziende non richiedono questi dati.

Ovviamente, vanno inserite tutti i dettagli personali e anagrafici, con un occhio di riguardo ai recapiti telefonici e telematici.

Scritto da Giuseppe Briganti