I segreti per evitare scottature

Condividi sui social
  •  
  •  
  •  
  •  

abbronzatura sole e mareCi siamo.
L’estate è alle porte, chi può resistere ai primi raggi di sole?!
Del resto la voglia di godersi l’aria aperta è tanta, assieme a quella di vedere la propria pelle finalmente colorita, dopo mesi di segregazione in pantaloni e cappotti!

Il segreto per non far diventare una dolorosa sequenza di scottature le prime uscite al sole, riguarda il prendere nota di alcune precauzioni preziose da seguire.

I segreti per evitare scottature

In primis è d’obbligo esporsi al sole con una protezione adeguata al proprio tipo di pelle.
Il solare non è un semplice cosmetico, ma un importante schermo protettivo che filtra i raggi Uva ed Uvb, limitando il pericolo di scottature e conseguenti danni all’epidermide.

Per tali ragioni esso non va usato solo in spiaggia, ma in qualsiasi posto si sia soggetti all’azione diretta del sole sul corpo (montagna, lago, campo da tennis, giardino di casa).

La scelta, fondamentale, del solare più adatto è strettamente correlata al fenotipo, ovvero al colore di pelle e capelli e al fototipo, cioè alla reazione della cute alla luce solare; tale scelta dipende anche dalla durata dell’esposizione al sole: un’ora o un’intera giornata fanno certamente la differenza!

Fattore rilevante nell’optare per un tipo di protezione piuttosto che per un altro è l’età: sono necessarie protezioni elevate per i giovani fino all’adolescenza e per gli anziani, indipendentemente dal loro fototipo.

E’ bene non giustificare un’eccessiva esposizione al sole con l’utilizzo di un solare ad altissima protezione.
Uno schermo 50+ non permette di stare al sole quanto si desidera, magari dopo solo una singola applicazione. E’ meglio allora optare per una protezione media ma applicata più frequentemente (almeno ogni ora e dopo ogni bagno).

Regola base per evitare brutte sorprese è non esporsi nelle ore più calde.
Dalle 11 del mattino alle 16 del pomeriggio i raggi del sole sono più dannosi e presentano una maggiore concentrazione di raggi Uvb.

Il troppo stroppia si sa…
Quindi, soprattutto le prime esposizioni al sole è bene farle gradualmente.
Rimanere immediatamente al sole un’intera giornata è una tortura per la cute, la quale ha bisogno di tempo per abituarsi all’azione dei raggi.

Applicare la crema mentre si è già sotto al sole è inutile, essa va utilizzata mezz’ora prima di uscire, in modo che i fattori protettivi che la caratterizzano possano legarsi alle proteine della pelle.
Inoltre perché il solare possa fungere da schermo non va massaggiato, ma applicato a formare uno strato superficiale.

Non sottovalutare un cielo nuvoloso.
Altra regola d’oro utile per salvaguardare la pelle.
I raggi dannosi hanno la capacità di filtrare attraverso le nuvole.
All’ombra arriva addirittura il 70% degli stessi!
Quindi via libera al solare anche se si sceglie la compagnia dell’ombrellone!

Ogni estate è necessario acquistare nuovi solari: essi hanno infatti una durata massima di dodici mesi una volta aperti, poi perdono la loro funzionalità e risulterebbe futile il loro utilizzo.

I segreti alimentari per preparare la pelle al sole

Molti non ci pensano, ma l’alimentazione è fondamentale in questo contesto.
Tappeto rosso quindi per frutta e verdura, ricche di vitamina C, utile per aumentare le difese della pelle, di vitamina B stimolante del rinnovo cellulare e di betacarotene attivatore della produzione di melanina (sostanza fautrice dell’abbronzatura).
Posto d’onore anche all’idratazione di corpo e capelli, assicurata bevendo quotidianamente due litri d’acqua.

Per concludere in bellezza il vademecum dell’estate perfetta, è bene ricordare di applicare sempre il doposole, in grado di ripristinare le riserve lipidiche ed idriche della pelle, ricostituendo la pellicola protettiva dell’epidermide, provata dall’esposizione al sole.

Un piccolo segreto? Il doposole va applicato in due riprese: la prima volta dopo la doccia post spiaggia e la seconda dopo un quarto d’ora dalla prima.
Viso e corpo ringrazieranno!

Scritto da Valentina Lizza
foto crediti: http://www.freedigitalphotos.net/

L’articolo è finito se vuoi puoi leggere anche: