Sono come il fiume che scorre

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sono come un fiumePaolo Coelho ha abituato il suo pubblico a romanzi appassionanti, intensi, dal profondissimo spessore introspettivo. Lo scrittore e poeta brasiliano ha cercato di raccontare in ogni sua opera il mutevole animo umano e l’altrettanta mutevole natura della realtà. Ha indagato con occhio clinico – eppure romantico – i fatti della vita, da quelli tipici della quotidianità e quelli più importanti. Lo ha fatto inventando storie, personaggi, porzioni di mondo uniche ma incastonati nel più verosimili dei contesti possibili.

Con “Sono come il fiume che scorre” ha interrotto questa tradizione. L’opera non è un romanzo, non racconta una storia. E’ una semplice raccolta di pensieri, appunti, impressioni. Apparentemente liberi e sciolti, in verità formano un puzzle in cui ogni sfaccettatura della realtà è lì al suo posto, a rivelare la sua essenza e allo stesso tempo lo schema interpretativo dell’autore.

Dal sottofondo emerge, chiara e limpida come le acque da cui prende riferimento, la metafora che fa da chiave a tutto il tessuto narrativo: il fiume. La vita è proprio come un fiume che scorre: all’apparenza perennemente uguale a sé stessa, ma in verità diversa ogni istante che passe. La vita, inoltre, proprio come lo specchio di un corso d’acqua, permette a chi si avvicina di vedere il “fondale”; concede all’osservatore la sua essenza, a patto che questi abbia il coraggio di gettare l’occhio oltre la superficie.

Cionondimeno, “Sono il fiume che scorre” offre a chi lo legge un fedele ritratto dell’autore: si palesano non solo le sue opinioni, ma anche i suoi sogni, i suoi timori, la sua volontà. Pare, sfogliando le pagine del libro, di averlo seduto accanto, quasi come un compagno di chiacchierate.
L’animo dell’autore si rende palese ad ogni pagina, tanto è vivido e sentito il racconto. Eppure, “Sono come il fiume che scorre”, copre solo un periodo abbastanza ridotto della vita dell’artista brasiliano. I brani ivi raccolti, ovviamente rieditati per l’occasione, sono stati scritti nel periodo intercorrente il 1998 e il 2005 che è stato, di fatto, il periodo più prolifico di Coelho.

Da qui, l’ultimo appunto. “Sono come il fiume scorre” appare come l’humus dal quale sono emersi, rigogliosi come piante, i romanzi più belli dell’autore, come “Dieci minuti”, che si rivela così come l’altra faccia della medaglia. Gli scritti contenuti nella raccolta hanno funto da semi grazie al quale Coelho ha potuto dar vita alle sue opere più belle.

Scritto da Giuseppe Briganti