Test Seo:gli articoli collegati possono penalizzare un sito?

Condividi sui social
  •  
  •  
  •  
  •  

SEO e motori di ricercaUn interessante domanda per tutti i webmaster e i SEO Guru professionisti:gli articoli collegati possono penalizzare un sito? Gli articoli collegati sono articoli che appaiono di solito alla fine degli articoli stessi e trattano argomenti simili o collegati.

In ottica SEO inserire dei duplicati o porzioni di articoli nei siti può creare una penalizzazione da parte dei motori di ricerca in particolare Google, il motore per eccellenza, che preferisce contenuti originali e freschi.

Questo per contenuti all’interno dei siti stessi come per duplicati esterni fatti su altri domini. Una duplicazione naturale da evitare è ad esempio quella causata dai tag o da altre pagine di archivio, come possono essere quelle degli autori o della ricerca interna.

E’ necessario quindi bloccare tramite il file robots tutti gli articoli o le directory che causano duplicati per non per non perdere l’indicizzazione e il posizionamento sui motori di ricerca.
Nel caso degli articoli collegati inseriti tramite plugin nei blog costruiti con WordPress o attraverso script php o altri sistemi automatici, cosa può accadere?

Inserendo 3 articoli della lunghezza di circa 50 parole per un totale di circa 150 parole con link potrebbe quindi allungare l’articolo favorendo una maggiore contestualizzazione aumentando anche il tempo di permanenza sul sito, ma al tempo stesso creare pagine molto simili tra di loro nel caso di articoli molto corti e quindi penalizzare.

Il plugin utilizzato per WordPress è il Contextual Related Posts di Ajaydsouza , molto semplice da configurare e installare, permette di scegliere il numero di post correlati, se inserire un’immagine assieme al testo, allineata prima o dopo il titolo e altre numerose opzioni.

All’inizio del test il sito aveva 662 articoli pubblicati dei quali 661 indicizzati su Google con un tempo di indicizzazione di pochi secondi dopo la pubblicazione e la diffusione tramite Twitter, Facebook e Google Plus. La media dei visitatori giornalieri era di circa 150 utenti unici con 300 pagine visualizzate al giorno; la frequenza di rimbalzo iniziale di circa il 70% con una media di 2 o 3 pagine viste per utente.

Poi è stato configurato il plugin in modo da mostrare appunto un breve estratto di circa 50 parole per ogni post correlato.

Dopo 15 giorni di test, la frequenza di rimbalza si è abbassata, aumentando il tempo di permanenza degli utenti, la media della pagine si è mantenuta costante con alcuni picchi di 3 pagine per utente, l’indicizzazione è rimasta ottimale.

Il test per questo breve periodo di tempo ha dimostrato che gli articoli collegati non dovrebbero portare penalizzazioni.

Scritto da